Il frontonese Vinicio Fiorani è il nuovo primario della cardiologia a Reggio Emilia

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Mantova – Difficile resistere ad una proposta di questa portata, anche per un medico che con il Carlo Poma ha un legame lungo 18 anni: un primariato al Salus Hospital di Reggio Emilia, uno dei templi della cardiochirurgia dell’Emilia Romagna, non è offerta che capita tutti i giorni.
E così alla fine ha accettato. Il cardiochirurgo Vinicio Fiorani, 51 anni, origini pesaresi, è nato e vissuto a Frontone dove ancora ha i genitori e tanti amici, da anni residente a Mantova e tra i fondatori nel 2000 della Cardiochirurgia del Poma, ha detto sì al gruppo Gvm, colosso italiano attivo nel settore della sanità, della ricerca e della formazione medico scientifica con oltre 7.400 addetti e 24 ospedali.
Dal mese di dicembre lascerà il Poma per la sua nuova avventura professionale: primario della Cardiochirurgia di Reggio Emilia al Salus Hospital, struttura accreditata al servizio sanitario nazionale e punto di riferimento specialistico del territorio reggiano e dell’area emiliano-romagnola. Ma Fiorani, 51 anni, laurea e specializzazione all’Alma Mater di Bologna (entrambe con lode) e tutta la sua carriera al Poma, ha deciso di rimanere a vivere a Mantova, dove manterrà la presidenza dell’Aspef promettendo il suo impegno nel portare a termine i grandi progetti già programmati.
Nella sua permanenza al Poma, dove nel 2011 e nel 2012 è stato anche primario facente funzione, lo specialista ha partecipato ad oltre 4.500 interventi, di cui più di 2000 come primo chirurgo (è il medico che in assoluto ha operato al cuore il più alto numero di mantovani, ndr) ed è probabilmente il primo specialista con esclusiva formazione a Mantova che viene chiamato a dirigere un importante reparto.
«Lascio il Poma ma non Mantova – specifica subito il dottor Fiorani –. Dopo 18 anni vissuti in questa splendida città, dove mi sono sposato, dove è nata mia figlia Bianca e dove mi sono formato professionalmente, ormai posso dire tranquillamente di essere diventato io stesso mantovano, pertanto rimarrò a vivere a Mantova e sarò ancora a disposizione dei mantovani».
Poi il ricordo del reparto nel quale ha lavorato per 18 anni, prima a stretto fianco dell’ex primario Mario Zogno, poi come vicario dell’attuale direttore, Manfredo Rambaldini: «Lascio un buon centro, a cui credo di aver dato e ricevuto tanto, dove si fa una buona chirurgia e dove il solco tracciato fin dall’inizio continua ad essere perseguito».
Villa Maria Gvm è uno dei gruppi più grandi in Italia: 5 milioni di prestazioni ambulatoriali nel 2016, 2.900 posti letto, quasi 100.000 ricoveri nel 2016 e oltre 6.700 operazioni a cuore aperto all’anno. Le sue cliniche, tutte accreditate con il sistema sanitario nazionale, sono distribuite su tutto il territorio italiano da Palermo a Torino. «Io – spiega il cardiochirurgo – entrerò a far parte del dipartimento Emiliano-Romagnolo, dove sono presenti 3 centri: Cotignola per la Romagna, Villa Torri a Bologna e Salus Hospital a Reggio Emilia per un totale di duemila interventi all’anno. (tratto da La gazzetta di Mantova)

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