Insegnare l’Europa: una palestra per docenti delle secondarie e giovani ricercatori

antonella negri
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Urbino – Si parla spesso di Europa, di coscienza civica a sentirsi cittadini europei, eppure raramente a Scuola, e ancor più all’Università si “impara” a “Insegnare l’Europa”, quasi che il sentirsi europei fosse inscritto nel DNA del singolo cittadino. In realtà né i programmi scolastici né quelli universitari si spingono a mappare questa complessa area nella quale si incrociano le culture, forgiati come siamo su un nazionalismo post-unitario che a volte ci occlude interessi e prospettive di studio. Ecco perché prende avvio quest’anno dal 17 al 21 luglio a Urbino un Corso di alta formazione, organizzato dall’Ateneo urbinate e coordinato dal delegato rettorale all’internazionalizzazione delle attività didattiche, Antonella Negri, che si giova di un Comitato scientifico di docenti provenienti dalle maggiori università italiane da Torino a Genova, da Milano a Roma, da Napoli a Catania. Il corso “Costruire l’Europa: lingue, culture, letterature dal Medioevo alle Modernità” (DISCUI [email protected]) intende offrire uno spazio di formazione a docenti, dirigenti di scuole, studenti e cittadini che vogliano sentirsi parte della Comunità europea ed è indirizzato a docenti di scuole secondarie che vogliano acquisire una didattica aggiornata alle esigenze dei nuovi programmi d’insegnamento come a giovani studiosi che desiderino concorrere a borse di studio, a dottorati di ricerca, o più in generale che intendano formarsi alla ricerca in ambito umanistico, in Italia e all’estero. Il corso rilascia 4 CFU utilizzabili per le classi di concorso A-11, A-12 e A-13, tab. A del D.P.R. 14 febbraio 2016, n. 19 e costa soltanto 150 euro.
Sul piano scientifico-disciplinare, il corso punta sulla conoscenza della cultura europea, declinata nei suoi aspetti linguistici e letterari, proponendosi di superare l’impasse di una formazione scolastica e universitaria spesso contraddistinta da approcci settoriali, poco fondata sulla trasversalità dei saperi e refrattaria alla valorizzazione interdisciplinare dei contenuti. <Ed è proprio questo che invece> osserva Negri <dovrebbero imparare i nostri studenti dalle scuole medie all’università>.
Il programma mira a fornire agli studenti e ai docenti specifiche competenze sulla cultura europea in rapporto al mondo globale, per sollecitare la maturazione di una coscienza europeista, democratica e pluralista che miri alla formazione di cittadini consapevolmente e pienamente europei. Si fa tanto sul piano politico per diffondere determinati valori, ma nel concreto –osserva ancora Negri- scuola e università si fanno trovare impreparate a questo compito.
I temi fondamentali del programma sono le tradizioni culturali, la centralità delle lingue e delle letterature che, dalla civiltà classico-cristiana a quella romanza fino allo sviluppo delle diverse forme di moderna, hanno contribuito a strutturare il pensiero dell’Europa occidentale.
Il corso prevede lezioni magistrali di docenti noti a livello internazionale, alle quali si affiancano una serie di laboratori tematici, strutturati in due livelli, il primo dedicato espressamente ai docenti e il secondo dedicato a studenti e studiosi in formazione (guidato da docenti e ricercatori con esperienza di ricerca in Italia e all’estero, aggiornati sulle principali normative europee e nazionali in tema di bandi di finanziamento alla ricerca). Una palestra di formazione per i docenti dalle medie alle superiori, un trampolino di lancio per i nostri giovani studenti che vogliano concorrere a borse di studio a livello europeo.

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