Sanità: basta sprechi e diritto alla salute per tutti

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Pesaro – Calo dell’aspettativa di vita e 11 milioni di cittadini ritardano le cure. La spesa privata sulla sanità è aumentata al punto che dal confronto con i paesi del G7 siamo al secondo posto mentre dal confronto della spesa totale siamo il fanalino di coda. In poche parole in Italia si investe nella sanità pubblica sempre meno, con ulteriore riduzione programmata al 2020 (dal 7,1% del Pil al 6,4%), al punto che in Europa 14 Paesi stanno investendo più di noi.
A questo quadro inquietante di una spesa sanitaria insufficiente, al punto da non rispettare i livelli essenziali di assistenza (Lea), senza parlare di ampie zone dell’Italia in cui la Sanità vive continuamente nell’emergenza, c’è da tener conto che, secondo il Rapporto sulla sostenibilità del servizio sanitario nazionale, gli sprechi in questo settore strategico sono tali al punto che ogni 10 euro spesi 2 sono persi in frodi e abusi, costi eccessivi, inefficienza, burocrazia e mancato coordinamento. Uno spreco enorme che ammonta per il 2016 a ben 22 miliardi e mezzo di euro e che, associato ai tagli della spesa pubblica sulla sanità e all’espansione della sanità privata, rende il sistema sanitario italiano meno efficiente al punto che, secondo il Rapporto Osservasalute 2016, l’aspettativa di vita degli italiani è calata e il divario tra Nord e Sud dell’Italia è aumentato. Gli effetti di una maggiore spesa sostenuta direttamente dalle famiglie porta infatti a rinviare o addirittura a rinunciare alle cure. Un fenomeno preoccupante e in crescita se è vero che da 9 milioni di cittadini in difficoltà economiche nel 2013 siamo passati a 11 nel 2016.
Alla luce di questi dati preoccupanti, tentennare nel ridurre gli sprechi è doppiamente colpevole, sia per lo sperpero del denaro pubblico, sia per il diritto alla salute del cittadino. Poiché sono noti i punti in cui si può intervenire in modo preciso e non generico, è impensabile continuare ad effettuare tagli lineari, come si sta facendo ora, e mettere a rischio il diritto alla salute di milioni di cittadini,

(intervento di Giuseppe Gambioli, segretario Pri Marche)