Gambioli: Ius Soli, no a speculazioni elettorali, si alla cittadinanza europea

giuseppe gambioli
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Pesaro – Ius soli e ius sanguinis e’ una semplificazione che non possiamo più accettare. Tanto meno la cittadinanza automatica, come prevede la nuova legge, senza alcun accertamento della conoscenza delle nostre regole, lingua, ecc. Ma non possiamo più nemmeno considerare stranieri quei 800 mila giovani di seconda generazione, nati in Italia e che vivono in Italia. La cittadinanza e’ il risultato di una serie di situazioni storiche e culturali che apre la strada ad un riconoscimento da parte di una Società ma questo risultato dovrà essere mantenuto grazie ad un comportamento rispettoso dei valori e dei doveri che sono in quella Comunità. Venendo meno a questo “patto” la cittadinanza dovrebbe essere limitata se non tolta. Questo e’ valido per tutti i cittadini. Un’altro aspetto e’ la necessità di costruire l’Europa dei Popoli e il nostro Parlamento non dovrebbe modificare da solo i requisiti per diventare cittadini, soprattutto in un momento storico molto critico con attentati terroristici sempre più frequenti e un immigrazione di massa in crescita. Oltre a fare un passo importante verso la costruzione di una vera Europa, più vicina ai propri cittadini, con diritto di voto uguale per tutti, indispensabile per una democrazia se vuole essere tale, si andrebbe a regolamentare e ad uniformare anche il grande problema degli immigrati che avrebbero il medesimo riconoscimento in tutta la Comunità europea. Un’aspetto di non poco conto. Siamo cittadini italiani ma anche cittadini europei che, con il trattato di Schengen, godiamo della libera circolazione, una grande conquista che ci ha portato grandi benefici. Questo dovrà accadere anche per tutti quegli immigrati che altrimenti, benché vivono in Europa, avrebbero diritti e doveri diversi. Pertanto sono del parere che il nostro Governo, essendo l’Italia in prima linea ad affrontare l’ondata ininterrotta degli immigrati per altri 20 anni minimo, a maggior ragione, avrebbe dovuto portare la questione dello Ius Soli in Europa. L’Italia non può affrontare da sola un problema così esplosivo e incontrollabile come quello dell’immigrazione ne’ con il sentimentalismo di questo governo ne’ con gli allarmismi apocalittici e demagogici di una certa Destra.
Coinvolgere l’Europa sarebbe un passo avanti importante per fare in modo che tutte le nazioni europee facciano la propria parte a fronte di 200 mila sbarchi all’anno nella sola Italia. I disperati viaggi verso l’Europa dei migranti è l’effetto di guerre e di milioni di africani che vivono nella povertà al punto di morire di fame e non termineranno tanto facilmente.
Se non vogliamo mettere a serio rischio la nostra Cultura, le nostre tradizioni, il nostro modo di essere, non possiamo fare a meno dell’intera Comunità europa poiché la questione della cittadinanza e’ una questione importante che non può essere oggetto di alcuna specul ne elettorale ma piuttosto di un progetto serio e condiviso.

(da Giuseppe Gambioli – Segretario regionale PRI)

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