Gruppo organizzato di cittadini attivi per la salute pubblica. Un’azione incessante

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Mondolfo – L‘azione politica del Comitato per la salute pubblica, in questi anni, è stata incessante sul fronte del Centro Residenziale per Anziani “Nella Carradorini” di Mondolfo.
Sono state esposte, alla fine del 2014 ed agli inizi del 2015, le nostre perplessità e contrarietà all’affido in concessione del Centro a numerosi personaggi politici dell’allora maggioranza e minoranza. Perché il concessionario, per diritto, ha come scopo il perseguimento dell’utile di impresa, cioè il profitto economico, sulle “spalle” di anziani, in gran parte, non autosufficienti, ciò ci è sempre apparso un errore etico oltreché politico.
Difatti la gara è stata poi aggiudicata ad una Cooperativa Sociale che non ha scopo di lucro, e questo non ci dispiace affatto.
La nostra azione è culminata con l’incontro del 06.03.2015 con la Giunta Cavallo al completo. In quella sede riuscimmo ad ottenere la promessa di istituire una Commissione consiliare di controllo e verifica sull’attività del Centro. Promessa che, poi, è stata mantenuta. Ma le nostre perplessità e contrarietà alla gestione in concessione dei servizi socio-sanitari non sono terminate.
Primo. Perché il canone complessivo annuo, di € 133.900, che il concessionario è obbligato a pagare al Comune di Mondolfo ci sembra troppo alto. Difatti la contabilità media annua del Centro, pubblicata per la gara che si è conclusa con l’affidamento del 1º giugno 2015, era sostanzialmente in pareggio: € 1.409.000 di entrate dovute alle rette pagate dagli ospiti e dalla convenzione regionale per n. 40 posti letto di Residenza Protetta cofinanziati dal Servizio Sanitario Regionale per circa € 480.000; € 1.399.000 di spese complessive per la gestione ordinaria e straordinaria del Centro. Ora se le spese aumentano di quasi 134.000 all’anno (il canone ricordato) la situazione contabile è squilibrata soprattutto se il canone non viene reinvestito nella struttura stessa, per ampliarla, per migliorare gli impianti e per migliorare i servizi, come era stato deciso di fare dalla Giunta Cavallo con le delibere allegate ai bilanci di previsione 2015 e 2016.
Secondo. L’attuale maggioranza politica, guidata dal sindaco Barbieri, quando era all’opposizione, dopo aver votato contro l’affidamento in concessione del Centro, con un voltafaccia politico incredibile ha dimostrato, col suo bilancio di previsione 2017, di non avere nessuna intenzione di reinvestire i proventi del canone nella struttura. Perché l’ampliamento, più posti letto, avrebbe permesso una maggiore entrata per il concessionario che si sarebbe potuta riversare sul miglioramento generale dei servizi offerti.
Terzo. Non si affronta affatto, nonostante tutte le nostre osservazioni diffuse, il problema degli anziani non autosufficienti “gravi”, tematica sulla cresta dell’onda già dal 2006, i quali in base alla giurisprudenza consolidata ed alla recente sentenza della Corte di Cassazione n. 22776 del 09/11/2016 sono esentati dal pagamento di qualsiasi retta a qualsiasi titolo quando la loro condizione ha una prevalenza sanitaria.
Quarto. È immediatamente dopo lo scioglimento dell’Unione Valcesano (Mondolfo, San Costanzo, Monte Porzio e Mondavio), del 31.12.2009, che si continua a “fare cassa” con le rette degli anziani ospiti ed è una situazione che va chiarita. L’attuale maggioranza comunale è seduta su “una polveriera” che potrebbe esplodergli da un momento all’altro.
Tenendo conto della quota retta stabilita dalla Regione Marche che è di € 66 al giorno, in Residenza Protetta convenzionata, per cui la Regione, tramite l’ASUR, si accolla il pagamento del 50% della retta essendo l’altro 50% a carico del Comune o dell’ospite.
E del problema delle “prestazioni aggiuntive” che vanno contabilizzate e fatte pagare a parte dietro esplicita richiesta dell’interessato (come spiegato e stabilito dal Direttore del Dipartimento della Salute e Servizi Sociali della Regione Marche nel novembre 2011 e nel marzo 2012) le quali, a Mondolfo, raggiungono la somma di € 15 giornaliere,
Come ebbe modo di dirci, a tal riguardo, un alto personaggio politico regionale: “..si vede che a Mondolfo sono tutti ricchi!”, che pagano anche ciò che volendo potrebbero non pagare. Non a caso il 10 maggio prossimo, in Ancona, si terrà un seminario per dibattere argomenti simili.Come se ne esce?
Prima di spendere per altre cose l’avanzo di amministrazione dovuto, anche, al canone complessivo annuo di € 133.900 (oramai, per due anni sono più di € 266.000) è bene che ci pensino non due volte ma duemila volte. Eppoi la Regione Marche è dal 2005 che regolamenta, fin nei minimi dettagli, le problematiche relative alle Residenze Protette convenzionate e le Residenze Sanitarie Assistenziali con proprie delibere, solo se qualcuno della maggioranza si prendesse la briga di leggerle troverebbe tutte le risposte giuste.
Per esempio. La Delibera di Giunta Regionale Marche, n. 704 del 19.06.2006, per le persone non autosufficienti gravi, previo esame dell ‘Unità Valutativa Integrata distrettuale, prevede il ricovero in R.S.A. senza il pagamento di nessun tipo di retta e per tutto il tempo necessario. Pertanto appare evidente, come prima cosa, che è subito necessario ricoverare nella Residenza Sanitaria Assistenziale di Mondolfo i non autosufficienti giudicabili “gravi”, dopo l’apposita richiesta da parte del familiare oppure del medico di famiglia o dell’assistente sociale e relativa valutazione positiva dell’U.V.I. distrettuale.
Per tutte le altre problematiche sollevate, noi come Comitato, siamo sempre stati disponibili al confronto e lo siamo tuttora nell’interesse della Comunità.

(Comitato per la Salute Pubblica – Gruppo organizzato di cittadini attivi)