L’inflazione sale ancora, prezzi così alti nel 2009. Ancora più difficile arrivare a fine mese

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Continua in febbraio la crescita dell’inflazione: dopo il +1% segnato a gennaio su base annua, l’Istat rileva un ulteriore incremento dello 0,3% rispetto al mese precedente e dell’1,5% rispetto a febbraio 2016. Si tratta dell’aumento maggiore dal marzo 2013 (quando era stato +1,6%) e segna un ulteriore passo avanti rispetto agli incrementi di gennaio e dicembre (+0,5%). Questa dinamica tuttavia, precisa l’Istat, è per lo più dovuta all’andamento delle componenti più volatitli dei beni di consumo: alimentari non lavorati (+8,8% su anno), beni energetici non regolamentati (+12,1%) e servizi di trasporto.
Su base annua la crescita dei prezzi dei beni (+1,9%, da +1,2% di gennaio) segna un’accelerazione più marcata rispetto a quella dei servizi (+0,9%, da +0,7% del mese precedente). Di conseguenza, rispetto a gennaio, il differenziale inflazionistico negativo tra servizi e beni raddoppia portandosi a meno 1 punto percentuali (da -0,5 di gennaio).
Volano i prezzi del cosiddetto «carrello della spesa», che a febbraio 2017 registrano (secondo i dati provvisori rilasciati dall’Istat) l’aumento maggiore addirittura da otto anni. I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona aumentano infatti dell’1,1% su base mensile e del 3,1% su base annua (era +1,9% a gennaio).
Per trovare una crescita tendenziale maggiore bisogna tornare a febbraio 2009, quando l’incremento era stato del 3,3%.
I prezzi dei prodotti «ad alta frequenza di acquisto» aumentano invece dello 0,7% in termini congiunturali e registrano una crescita su base annua del 3,2%, da +2,2% del mese precedente. Secondo le stime preliminari, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca) aumenta dello 0,2% su base congiunturale e dell’1,6% su base annua (da +1,0% di gennaio). (da Sole24ore)