Arrestato uno spacciatore seriale. La polizia gli stava alle calcagna da tempo

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Fano – Un uomo di 63 residente vicino Fano, già noto alle Forze dell’Ordine, colto nella flagranza del reato di detenzione ai fini di spaccio di 590 grammi di cocaina, è stato tratto in arresto dal personale della Polizia di Stato in servizio presso la Questura di Pesaro unitamente a quello del Commissariato di P.S. di Fano.
L’uomo, condannato nel 2012 poiché sorpreso in possesso di 40 grammi circa di cocaina, destinati allo smercio ed arrestato nei primi giorni di febbraio dagli agenti della Squadra Mobile e del Commissariato di P.S. di Urbino a conclusione di una indagine per il contrasto al traffico di stupefacenti, durante la quale avevano rinvenuto e sequestrato circa 150 grammi di cocaina, oltre il materiale per il confezionamento delle dosi, era stato rimesso in libertà dal G.I.P. del Tribunale di Pesaro che, convalidando l’arresto, lo aveva sottoposto alla misura del divieto di dimora nei comuni di Fano e Cartoceto.
Nei giorni successivi, nei quali l’uomo è stato sottoposto ad un attento monitoraggio da parte dei poliziotti di Fano e Pesaro al fine di verificare eventuali suoi nuovi coinvolgimenti nell’ambito del traffico di stupefacenti, è stato sorpreso a tentare di inquinare le prove a suo carico con riferimento all’ultimo arresto ed a programmare la sua imminente fuga dall’Italia. Inoltre gli agenti hanno accertato che il 63enne stava proseguendo la sua illecita attività di spaccio.
Mercoledì sera il personale della Squadra Mobile pesarese, unitamente a quello del Commissariato di P.S. di Fano e con la collaborazione del personale del Commissariato di Urbino, ha rintracciato e sottoposto a perquisizione l’uomo. Al termine della perquisizione, estesa anche alla sua camera d’albergo, nella quale sono stati rinvenuti e sequestrati quasi 600 grammi di cocaina, oltre ad un bilancino elettronico ed alla somma contante di circa 4.000 euro, il 63enne è stato tratto in arresto e portato presso la Casa Circondariale di Villa Fastiggi.
Al 63enne è stata notificata l’ordinanza del G.I.P. di Pesaro che, sulla base dei solidi elementi forniti dalla Polizia di Stato, aveva nel frattempo disposto l’aggravamento della misura del divieto di dimora con quella della custodia cautelare in carcere.