Tubercolosi, allarme e paura; l’anno scorso 22 casi quasi tutti tra i rifugiati

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Cagli – Il caso del profugo con la tubercolosi non fa dormire sonni tranquilli a nessuno e tanto meno a coloro che lavorano ed operano nelle strutture dove vengono accolti. Anche se l’attenzione e la cura e prevenzione da parte delle strutture sanitarie è al massimo, tanti non si sentono più al sicuro da eventuali contagi. L’uomo ricoverato in isolamento a Muraglia è un nigeriano di 34 anni che è stato ospite nella struttura gestita dalla Cooperativa Labirinto di Cagli per diversi mesi.
Adesso tutti coloro che hanno avuto a che fare con il nigeriano, operatori, sanitari e gli stessi ospiti delle strutture, una trentina circa, verranno sottoposti ad accertamenti e ad un controllo continuo per verificare se sono stati contagiati dal virus della tubercolosi.
Non è allarme rosso ma i casi di tubercolosi stanno aumentando sensibilmente nella nostra provincia, molto più di quanto si potesse pensare. Gli stranieri sono il 70-75% dei colpiti dalla malattia, di questi più della metà sono rifugiati che arrivano dall’Africa con i barconi. Solo un terzo dei casi riguardano gli italiani, anche giovani.
Secondo l’Asur già nel 2015 si erano registrati nel distretto di Urbino 7 casi di Tbc. Nel distretto di Fano sono stati 8, in quello di Pesaro 4. In totale si sono avute 19 persone curate perché affette da tbc polmonare attiva.
Nel 2016, i dati sono parziali e si riferiscono fino ad settembre, i casi sono aumentati. In particolare nel distretto di Urbino sono stati 8, in quello di Fano 4 e in quello di Pesaro 10. Il totale delle persone sotto terapia antitubercolotica sono 22. Adesso bisognerà rifare i conti. Ma al di là dei casi segnalati, tra la gengte c’è la convinzione di una pericolosità sanitaria dei migranti e dei rifugiati piuttosto diffusa. Ma esiste davvero il rischio di contagi e del ritorno di epidemie dimenticate?
Secondo la direttrice dell’ufficio europeo dell’Organizzazione mondiale della sanità Zsuzsanna Jakab, la percentuale di migranti “che arrivano in stato di salute compromesso è compresa tra il 2 e il 5%”.