Sempre più povertà. In provincia nel 2016 ci sono stati 1.248 pignoramenti

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Pesaro – Andrea Mancini, responsabile del centro d’ascolto della Caritas, da tempo sta lanciando un campanello d’allarme sulla mancanza di lavoro nel territorio pesarese. Una conseguenza di questa crisi,sono le lunghe fila soprattutto di italiani e molte famiglie pesaresi nelle Caritas parrocchiali, soprattutto per il pagamento dei mutui delle case.
A questo proposito vi è uno studio dell’Adusbef, associazioni consumatori, che evidenzia come il binomio mancanza di lavoro e insolvenza, legata a ipoteche, pignoramenti immobiliari e impossibilità a pagare i mutui,sia all’ordine del giorno.
I dati del territorio pesarese sono drammatici: Nel 2016 vi sono state 1248 esecuzioni pendenti, mentre nel 2015 erano 1268. Una piccola decrescita ma nel 2014 furono 1150 e nel 2012 erano state 1101 e appena 74 nel 2007 prima della crisi economica del 2008.
“Ma la crisi investe anche i piccoli imprenditori, sottolinea Andrea Mancini, che cercano di mantenere aperte, con grande fatica, le loro aziende. Così spesso si crea un circuito per cui il gatto si morde la coda. Infatti per ottenere garanzie bancarie, questi imprenditori inseriscono le loro abitazioni in concordati e fallimenti per poter pagare i creditori”.
I tribunali della provincia di Pesaro Urbino hanno bacheche piene con fogli relativi ad aste per esecuzioni immobiliari. Una situazione che a Urbino, al 30 giugno 2016, vede ben 714 esecuzioni pendenti, contro le 699 del 2015, mentre nel 2009 erano solo 326. E poi le banche, che sono piene di immobili a garanzia ed hanno ancora il 10-15% di trattative pendenti.