Mazzata per le famiglie: aumenta del 13% il costo del conto corrente

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Il costo dei conti correnti per famiglie con media operatività (228 operazioni all’anno) è salito infatti del 13% in dodici mesi, contro un’inflazione “sottozero”. L’Isc, Indicatore sintetico di costo annuo, è passato in media da 127,50 euro del gennaio 2016 ai 144,70 attuali. La versione online dei conti tradizionali è aumentata ancora di più, da 98,70 a 115,60 euro: +17%. I dati emergono dall’analisi, condotta da Corriere Economia, dei conti per famiglie delle dieci principali banche italiane: Intesa, Unicredit, Ubi, Mps, Bnl, il nuovo Banco Bpm e l’ex Bpm, Credem, Carige, Cariparma).
Hanno aumentato i costi nell’anno Intesa e Ubi (che però resta la più conveniente), ma anche Unicredit (solo del 3% a 169,35 euro, una delle più care) e l’ex Popolare di Milano: +24% a 182,37 euro, penultima nella classifica della convenienza.
Dietro l’incremento medio del 13% ci sono due cause: il contributo al salvataggio delle banche in difficoltà e l’aumento di alcune commissioni.
Poi l’incremento di carte di credito e bonifici per cassa (il calcolo, per omogeneità con l’anno scorso, è su sette banche: Intesa, Ubi, Mps, Ex Bpm, Cariparma, Bnl, Unicredit). In Ubi la carta di credito costa zero euro all’anno, in Intesa 60 (salvo sconti o promozioni). Il pagamento delle bollette allo sportello va da 2 euro (Cariparma) a 9 (Intesa), il bonifico saldato in contanti fra i 5 euro (Ubi) e gli 8-9 (7,75 euro in Unicredit, 9 in Intesa). Il prelievo al Bancomat su altra banca cresce da 1,85 a 1,87 euro (90 centesimi in Bnl). Ritirare contanti in filiale allo sportello costa in media 65 centesimi (zero in Intesa, Cariparma, Bpm, Unicredit), ma anche il web ha un prezzo: per le utenze o il bonifico online si spende fino a 2 euro e 2,25 euro (Unicredit).