Quale sanità per i cittadini; luci e ombre sulla riforma regionale. Se ne parla a Fano

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Fano – Informare i cittadini sui cambiamenti che l’attuazione della riforma regionale della sanità porterà sul territorio e offrire loro un’occasione per discuterne con i dirigenti dell’Azienda Ospedaliera Marche nord e dell’Area Vasta 1. E’ questo l’obiettivo con cui il Tribunale per i Diritti del Malato di Fano – Cittadinanzattiva, promuove la conferenza-dibattito intitolata “Quale sanità per i cittadini… luci e ombre” in programma nella sala della Fondazione Carifano, in via Montevecchio a Fano, con il patrocinio di: Fondazione, Asur Av1, Ao Marche Nord, Comuni di Fano e Urbino, e la collaborazione del CSV Marche (Centro servizi per il volontariato). La partecipazione all’iniziativa è aperta a tutti: cittadini, operatori socio sanitari, medici, Sindaci e volontari impegnati in quest’ambito. Ad introdurre l’incontro sarà Adriana Amello, Responsabile del Tribunale diritti del malato di Fano, poi sono previsti gli interventi di alcuni amministratori locali – sono stati invitati i Sindaci di Fano Massimo Seri, di Pesaro Matteo Ricci e il Sindaco di Urbino Maurizio Gambini, presidente della Conferenza dei Sindaci di Av 1 – e di alcuni dirigenti del settore sanità, tra cui il direttore dell’Azienda ospedaliera Marche Nord Maria Capalbo e il direttore dell’Av 1 dell’Asur Giovanni Fiorenzuolo. Si parlerà dei Piani aziendali e di come sta cambiando la sanità sul territorio: dell’assistenza medica ospedaliera, dell’integrazione ospedali-territorio e della riconversione delle piccole strutture ospedaliere in ospedali di comunità, dei percorsi assistenziali sul territorio con la rete dei servizi. “La salute e l’assistenza sanitaria sono temi che stanno a cuore a tutti a cittadini – spiega Adriana Amello, responsabile dell’associazione Tribunale per i diritti del malato di Fano, che si occupa di tutela, partecipazione, informazione, valutazione e assistenza in campo sanitario – L’intento di questo incontro vuole essere soprattutto informativo rispetto ai cambiamenti che stanno interessando la sanità del nostro territorio, ad esempio come funzioneranno i cosiddetti ospedali di comunità”