Ritiro della patente a 60 anni? Macchè, si può guidare fino a quando si è in salute

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Era clamorosamente falsa la notizia apparsa sui social che dopo i 60 anni di età scatta il ritiro della patente di guida. Una notiziaccia che ha creato allarmismo tra i conducenti.

Si parlava di presunte indagini statistiche secondo cui, dopo questa età, non si avrebbe più sufficiente lucidità e prontezza di riflessi, tanto da essere in aumento, e di molto, il numero degli incidenti compiuti da ultrasessantenni.

Mettiamo in chiaro subito alcune cose a riguardo. La legge consente di prolungare la validità della patente di guida anche agli anziani, solo con verifiche più rigorose circa l’accertamento dei requisiti fisici e psichici. Il Codice della Strada, afferma che le patenti di guida delle categorie AM, A1, A2, A, B1, B e BE sono valide per dieci anni, ma per chi ha superato 50 anni, la validità si riduce a 5. Invece chi ha superato i 70 anni la patente è valida per 3 anni.

Le patenti di guida delle categorie C1, C1E, C e CE, sono valide per cinque anni fino al compimento del 65esimo anno di età e, oltre tale limite, per due anni, previo accertamento dei requisiti fisici e psichici.

Le patenti di guida delle categorie D1, D1E, D e DE sono valide per cinque anni e per tre anni a partire dal 70esimo anno di età.  Anche al compimento di 80 anni di età, si può rinnovare la validità della patente posseduta ogni 2 anni, sempre in base ad una verifica della sussistenza dei requisiti fisici.

Gli accertamenti, e quindi il rilascio della patente vengono effettuati dall’ufficio della USL a cui sono attribuite funzioni in materia medico-legale. La verifica può essere effettuata anche da un medico dei servizi di base del distretto sanitario, appartenente al ruolo dei medici del Ministero della Salute.