Si sente male, il 118 arriva dopo 35 minuti. La gente dice no a questa sanità

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Cagli – Si fa un gran parlare di sanità, dell’ospedale unico, e poi sulle cose che veramente interessano la gente e la loro salute si fa ben poco. Si chiudono o si limitano, e non di poco, i servizi che fino a poco tempo fa erano un vanto dei piccoli ospedali a discapito della sicurezza e delle vita per tante persone; il pronto soccorso poi è determinante specialmente per le aree interne per via delle strade ferme a dopo la guerra e della lontananza oggettiva dagli ospedali. Il presidente Ceriscioli ha annunciato che nel 2017 le cose cambieranno in meglio, e invece pare che al momento non è cambiato nulla, quando si assiste a casi come quello di Cagli dove un uomo che si è sentito male in un supermercato, è stato soccorso dopo quasi 3 quarti d’ora.
L’autoambulanza del 118, chiamata quasi subito appena l’uomo si è accasciato a terra, non è arrivata dall’ospedale di Cagli, che dista dal Conad un chilomentro si o no, ma da Urbania, perchè quella che doveva stare all’Angelo Celli era occupata in un altro intervento. Per fortuna l’uomo pare non abbia avuto problemi importanti e che se la caverà. Speriamo non sia questa la nuova sanità voluta a tutti i costi e propagandata come una manna dal cielo.