Pesaro, un caccia supersonico come insegna dell’azienda Biemmegi

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Pesaro – Il recupero dell’aereo supersonico, con la sua esposizione permanente di fronte all’azienda meccanica di via Jesi, è stata un’occasione originale e unica per dimostrare come a volte i sogni possano diventare realtà e per confermare come una passione a volte possa realizzarsi attraverso l’impegno e la voglia di rendere possibile ciò che sembra irrealizzabile. E così nei giorni scorsi di fronte all’azienda BMG, c’erano il sindaco Matteo Ricci, la senatrice Camilla Fabbri, il tenente colonnello Andrea Giordano della prima Brigata area di Cervia; il generale Marcello Paci dell’Associazione Arma Aeronautica di Pesaro, il segretario provinciale della CNA di Pesaro e Urbino (associazione alla quale la Biemmegi aderisce da oltre vent’anni), Moreno Bordoni. Anzi, a questo proposito Bordoni ha ricordato come “la Biemmegi sia da sempre associata alla CNA e rappresenti un esempio perfetto di impresa aderente ad un sistema fatto di piccole e medie imprese.
Con dieci persone alle dipendenze, con le quali si sono instaurati rapporti umani fondati sul rispetto e la massima stima, la Biemmegi è riuscita – pur nella severa crisi economica di questi anni – a mantenere inalterati i livelli occupazionali, grazie a lungimiranza e soprattutto ad ingenti investimenti tecnologici, decisivi per sapersi mantenere sul mercato, caratterizzato da committenti che lavorano in tutto il mondo”.
Ma l’idea originale di posizionare un velivolo di fronte all’azienda in via Jesi come è nata? Semplicemente da una passione nata alcuni decenni fa anni, quando Fabio Dini, autista presso la base aeronautica di Rimini, fa scoprire al fratello Giacomo il fascino dell’F104S, allora di stanza presso la base. Evoluzioni, atterraggi, e soprattutto il volo, caratterizzato da un sibilo inconfondibile, il cui culmine era il boato sonico. Questa passione per un velivolo storico, che ha caratterizzato per decenni uno degli apparecchi simbolo del Paese, non si è mai esaurita.Ed è per tale ragione che Giacomo Dini ha deciso tempo fa di mettersi alla ricerca di almeno uno di questi velivoli ormai dismessi, al fine di restituirlo “pubblica”. La ricerca ha portato ai risultati sperati, visto che presso la capitale si è riuscito a recuperare i “resti” di un apparecchio.
Dopo averlo portato all’interno della sua azienda, è iniziato un lungo, minuzioso e faticoso lavoro di recupero fatto di smontaggio, rimontaggio, ricostruzione di parti mancanti, sverniciatura e riverniciatura. Ci sono voluti ben 100 fine settimana di lavoro e impegno per portare a compimento questa piccola-grande impresa. E finalmente oggi l’F104S, che faceva parte del 9 stormo “F. Baracca” di stanza a Grazzanise, è diventato una sorta di biglietto da visita dell’azienda. Un simbolo tecnologico che rappresenta la filosofia dell’azienda stessa, che ha fatto della tecnologia la chiave del suo successo.
Il minuzioso e meritevole recupero è diventato anche l’occasione per una toccante dedica. Infatti Giacomo Dini ha deciso di dedicare il recupero al fratello Fabio, scomparso qualche anno fa. Proprio colui che decenni fa gli fece scoprire la passione per l’aeronautica e per questo fantastico velivolo.

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