E così Montemaggiore sparirà. Approvata dalla Regione Marche la norma per l’unione dei comuni

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Una decisione quella della Regione imposta che va oltre la volontà dei cittadini. Così Montemaggiore non sarà più comune grazie ai politici e contro la volontà della gente che vi lavora e vive. Cancellati in un attimo anni di storia di una comunità unita, orgogliosa e laboriosa.
La minoranza in consiglio regionale ha comunque cercato di bloccare l’approvazione di questa norma, proposta e votata da una maggioranza Pd seppur tra distingui e prese di posizione. Alla fine non c’è stato nulla da fare, Montemaggiore sparirà e diventerà parte, o come dice qualcuno, periferia, del nuovo comune dal nome “Colli al Metauro”.
Duro il consigliere fanese Mirco Carloni (Area Popolare) che ha chiesto con determinazione di sospendere il processo di fusione; ha parlato di tradimento del sindaco di Montemaggiore verso gli elettori per aver affermato alla stampa che se tutti e tre i comuni non fossero stati d’accordo, la fusione sarebbe saltata. Carloni ha detto inoltre che la maggiorana in Regione si prende la responsabilità storica di creare un comune senza la volontà dei cittadini.
Il consigliere Gino Traversini (PD) ha parlato invece di situazione drammatica dei piccoli comuni, costretti a mettere insieme i servizi e che in questo contesto il processo di fusione è la soluzione di tanti problemi economici. Per Traversini occorre quindi proseguire perchè nessuno obbliga nessun Comune ad attivare il processo di fusione. Ha votato a favore.
Il consigliere Federico Talè (PD) ha preso le distanze dalla sua maggioranza astenendosi. Pur dichiarandosi a favore dei processi di fusione, ha posto l’accento sulla responsabilità dei sindaci che dovrebbero essere delle antenne per capire i bisogni di un territorio e dei suoi cittadini. “Nel caso dell’Unione Roveresca, ha detto Talè, tutti i comuni hanno votato a favore, è il segno che le comunità erano pronte. Il no che è prevalso a Montemaggiore ci porta ad una questione di coscienza: non si può cancellare un comune contro la volontà dei suoi cittadini”. L’altro consigliere fanese Rapa invece si è astenuto.
Il consiglio regionale si è espresso quindi a favore della fusione dei comuni di Saltara, Serrungarina e Montemaggiore e alla nascita del nuovo comune.
La vittoria del NO a Montemaggiore al Metauro pareva che dovesse bloccare l’iter per la nascita del Comune di Colli al Metauro,  nuovo comune da 12.200 abitanti.
Ricordiamo che nel referendum per il comune “Colli al Metauro”, il SI aveva vinto a Saltara con 1.594 voti contro 715 e a Serrungarina con 548 voti contro 474, ma perso a Montemaggiore dove i favorevoli alla fusione sono stati 510 contro 936 contrari. Quasi il doppio.

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