Referendum, pochi santini e qualche manifesto sui muri: la campagna elettorale è sul web e Tv

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(nella foto tabelloni ad Acquaviva di Cagli)

Cagli – Poche brochure, manifesti e volantini, la lotta dei comitati per il Si e il No si combatte su internet e sulle Tv. I programmi futuri e i temi di questo referendum nascono e vengono diffusi da siti web e social network (Facebook, Instagram e Twitter su tutti).
Ma la crisi dei partiti e le ristrettezze economiche hanno i loro vantaggi o svantaggi, e costringono i comitati e i loro rappresentanti, a frequentare salotti televisivi e riunioni eterogenee nei personaggi politici, per parlare con i cittadini nel tentativo di convincerli a recarsi alle urne il 4 dicembre.
Mai si era visto che nello stesso tavolo, a difendere e promuovere il Si o il No, dalla stessa parte, uno di fianco all’altro, a esporre comuni intenti, ci fossero rappresentanti politici lontani, per idee e comportamenti, anni luce. Vedere un leghista rasente ad un comunista, un democristiano che vota come Grillo, un Pd che vota per il si ed un altro per il no, fa tristezza. Stranezze della politica di questi tempi.
Da mesi se ne parla, dure battaglie in televisione, contrasti evidenti anche dentro gli stessi partiti, messaggi sui social falsi e taroccati. Ma i manifesti, quelli installati nelle vie e nelle piazze che fine hanno fatto? Le persone che si mettevano davanti con le braccia ai fianchi o conserte a leggere con calma i propositi dell’uno e del l’altro, non ce ne sono più. Abbiamo fatto un giro nelle provincia per vedere come i comitati hanno tappezzato i loro spazi referendari. Alla fine non gli abbiamo contati, ma statene certi, i tabelloni di propaganda in molti comuni della provincia, erano quasi vuoti. Allora ci domandiamo perché continuare a concedere spazi sui muri nell’era del web e dei social, se poi non si utilizzano. (n.c)

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