Pesaro – Da Roma arriva una delusione per i birrifici artigianali, agricoli e brew pub delle Marche ed in particolare per la provincia di Pesaro Urbino, leader nella produzione nella regione.
E’ notizia di ieri infatti dell’approvazione da parte della Commissione Bilancio della Camera di un emendamento per l’alleggerimento delle accise nei confronti dei birrifici. Ebbene per quanto atteso il provvedimento – che annunciava una cospicua riduzione delle accise – si è rivelato nei fatti una delusione per i piccoli produttori. Il perché è presto detto. La riduzione approvata passa da 3,04 per ettolitro e grado plato, ad appena 3,02. Una misura che a detta del sottosegretario all’economia Baretta porterà ad oltre 14 milioni di euro di imposte in meno in tre anni.
Un risparmio che invece per la CNA Alimentare e Unionbirrai suona come una beffa, e di cui godrà sicuramente l’industria e i grandi marchi ma non il mondo dei micro birrifici che popola le Marche con quasi 50 aziende e quasi 300 tipi di birre. Inoltre le Marche sono la quinta regione italiana per produzione di orzo, materia prima per la produzione della bevanda.
Secondo i calcoli della CNA, infatti, in base alla produzione media annua del settore, questa riduzione irrisoria porterà ad un risparmio medio per azienda di circa 300 euro l’anno. Si tratta di un intervento che per l’associazione e anche l’Unionbirrai, risulta insoddisfacente e contraddittoria rispetto all’attenzione riscontrata solo qualche mese dal Parlamento per la definizione della birra artigianale all’interno del collegato “agricoltura”.
Ovviamente gli emendamenti presentati erano diversi e quasi tutti presentavano, oltre ad una richiesta di riduzione decisa delle accise, anche richieste per semplificare e favorire l’armonizzazione del prelievo in Italia verso le percentuali applicate negli altri paesi europei ed agevolare così il settore dei micro.
Così però non è stato, anche se lo stesso Baretta ha sottolineato come probabilmente al Senato, ci potranno essere misure specifiche per i micro birrifici, visto che il Governo, “sull’esempio di quanto già fatto in altri Stati dell’Ue, vuole sostenere le produzioni locali e le esperienze di artigianato dei produttori indipendenti”.
La CNA auspica che nel passaggio al Senato la discussione entri davvero nel nocciolo della questione. Ovvero che si approvi un intervento che faccia davvero la differenza per i micro birrifici rispetto all’industria e ai grandi marchi e non solo con una consistente riduzione delle accise ma insieme alle basi per una vera ed efficace semplificazione del prelievo fiscale verso le aziende del settore.
(da Cna Pesaro)