Varotti, bisogna far pagare le tasse a chi affitta l’appartamento ai turisti. Staniamo gli abusivi

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Non comprendiamo le esitazioni che si stanno manifestando in relazione alla proposta di far finalmente pagare le tasse a chi affitta il proprio appartamento ai turisti per brevi periodi. Si è aperto un dibattito surreale in cui si contesta l’istituzione di nuove tasse, mentre in realtà gli emendamenti in discussione prevedono l’applicazione di un’aliquota fiscale agevolata, inferiore a quella che paga un operaio che percepisce uno stipendio di mille euro al mese.
L’istituzione di un registro presso l’Agenzia delle Entrate e la comunicazione delle transazioni avvenute consentirebbero, con un semplice click, di distinguere tra la posizione del cittadino indigente, che affitta una stanza in casa propria per arrotondare il reddito, e quella di chi gestisce patrimoni milionari e affitta decine di appartamenti a più di mille euro per notte, nascondendosi dietro nomi di comodo.
Ad esempio, se si esaminano gli annunci pubblicati su un noto portale, si scopre che il 57,7% degli annunci è pubblicato da host che gestiscono più di un alloggio. Per non parlare di coloro che chiedono di ricevere i pagamenti mediante carte ricaricabili o addirittura estero su estero, mediante bonifico internazionale.
Come diceva Enzo Biagi questo è uno Stato che, invece di far pagare un pò meno a tutti, perseguita solo qualcuno: ti picchia quando sei già incatenato; solamente in Italia ci si stupisce se qualcuno chiede che anche i furbetti dell’appartamentino paghino le imposte, applicando le stesse regole previste per i contribuenti onesti che adempiono al proprio dovere quotidianamente.
Non vorremmo che l’attesa del Referendum del 4 dicembre porti il Governo ad evitare interventi di giustizia fiscale che potrebbero non essere di gradimento per qualche elettore.

(Intervento di Amerigo Varotti direttore Confcommercio Pesaro-Urbino)

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