Sanità, il gruppo provinciale “Ambiente e Salute” si dice pronto alle barricate contro Fosso Sejore

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Nonostante l’imminente perdita, al 31 dicembre, dei 3 ospedali di Cagli, Fossombrone e Sassocorvaro. Nonostante le proteste  e le preoccupazioni di ben 28 sindaci che solo due settimane fa hanno rifiutato di discutere ancora e soltanto del sito per l’ospedale unico. Nonostante i principali indicatori dimostrino ormai da anni che la cosiddetta riforma sanitaria NON funziona, come si evince dalla mobilità passiva che proprio nel 2013 e 2014 e’ più che raddoppiata dopo anni di graduale discesa (dati Agenas). Nonostante dal 2008 altre regioni come Umbria, Toscana ed Emilia Romagna mantengano i loro costi di mobilità passiva pari a zero, e offrano un efficiente modello ospedaliero policentrico. Nonostante tutto questo, il presidente della Regione va avanti come un treno, forte della scelta di un modello sanitario mai discusso e condiviso, con la realizzazione dell’ospedale unico a Fosso Sejore, e concede 30 giorni ai Consigli comunali di Pesaro e di Fano per esprimere un parere preliminare sulle varianti urbanistiche necessarie.

Poco importa se su quel sito ci sono talmente tanti vincoli da aver già indotto ad intervenire preventivamente anche la Sovrintendenza di Ancona, e se il consumo del suolo è un’emergenza mondiale su cui stanno per  essere approvate leggi cogenti che ne limiteranno drasticamente lo spreco. Poco importa se nessuno ha mai dimostrato che l’ospedale unico risolverà i problemi della sanità e rischia invece di realizzare quella vecchia idea di città metropolitana, sogno di alcuni politici del Pd, con la saldatura urbanistica tra Pesaro e Fano sulla linea di costa. Poco importa se la chiusura degli ospedali pubblici di Fano, Cagli, Fossombrone e Sassocorvaro,  concederà spazi inopportuni e  irreversibili al privato convenzionato.

Di fronte a questo inammissibile modo di procedere lanciamo un appello ai consiglieri comunali di Pesaro e di Fano affinché rifiutino:
-le logiche dell’ospedale unico,
-le varianti urbanistiche volte a cementificare Fosso Sejore,
-il metodo con cui quell’area è stata selezionata e chiedano una verifica degli effetti dell’assurdo taglio di posti letto negli ospedali pubblici.

Per parte nostra siamo pronti alle barricate e ad usare tutti gli strumenti consentiti sia per  salvaguardare l’area di Fosso Sejore, che per  difendere la rete ospedaliera esistente, prima depotenziata e poi ingiustamente sottratta al nostro territorio.

Gruppo Provinciale “Ambiente e Salute”

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