L’azione di contrasto all’evasione fiscale costituisce uno degli obiettivi primari della Guardia di Finanza. Le attività vengono orientate verso i più pericolosi fenomeni di evasione fiscale che, indubbiamente, oltre ad arrecare un danno diretto alla collettività, consentono agli evasori di adottare evidenti politiche aziendali di concorrenza sleale, potendo offrire beni e/o servizi ad un prezzo inferiore rispetto a chi opera osservando le regole.

In tale contesto, una specifica azione di contrasto mira ad individuare quei soggetti che, di fatto, esercitano un’attività commerciale o professionale ma non presentano la dichiarazione fiscale. Tali soggetti vengono definiti comunemente “evasori totali”, in quanto totalmente sconosciuti all’Amministrazione Finanziaria. Gli strumenti e le metodologie adottati per le indagini fiscali sono molteplici e vengono impiegati in maniera trasversale. Fondamentale è l’attenta selezione preventiva degli obiettivi, che viene eseguita attraverso l’analisi delle banche dati e l’incrocio di tali informazioni con le possidenze immobiliari e le operazioni commerciali poste in essere. Importante è, poi, il confronto di tali elaborazioni con il reale tenore di vita, esaminato nel corso del controllo economico del territorio da tutte le pattuglie della Guardia di Finanza.

L’attività ispettiva, eseguita attraverso verifiche e controlli fiscali, si avvale, altresì, di strumenti investigativi quali le indagini finanziarie, svolte con l’esame dei movimenti sui rapporti bancari e postali, che permette di ricostruire l’effettivo giro d’affari dei soggetti ispezionati. Nel complesso, l’attività di contrasto all’evasione fiscale, dall’inizio dell’anno, ha consentito alle Fiamme Gialle della provincia di Pesaro e Urbino di segnalare all’Autorità Giudiziaria 153 soggetti, responsabili di diverse fattispecie penalmente rilevanti, quali l’emissione e l’utilizzo di fatture false, omessa dichiarazione, occultamento o distruzione di documenti contabili. Nei confronti dei responsabili di frodi fiscali sono state avanzate all’A.G. proposte di sequestro, per la successiva confisca, per un importo di oltre 18,5 milioni di euro, pari alle imposte evase.

Nell’analogo periodo, sono stati individuati 49 evasori totali, 23 dei quali sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria per aver omesso di presentare la dichiarazione dei redditi, con una evasione d’imposta superiore a cinquantamila euro per annualità. Tra l’altro uno di questi soggetti è stato tratto in arresto nel luglio scorso per aver creato e gestito un sistema di evasione delle imposte impiegando ditte individuali intestate a prestanome; in tale vicenda, è stato eseguito anche un sequestro preventivo di beni fino alla concorrenza di 1.600.000 euro quale profitto del reato. Contrasto all’economia sommersa significa anche tutela dei lavoratori.

L’attività operativa, in tale settore, è stata finalizzata all’individuazione dei lavoratori “in nero”, cioè coloro che non risultano regolarmente assunti, ovvero dei lavoratori irregolari, cioè dipendenti regolarmente assunti che percepiscono compensi “fuori busta”. Nell’anno in corso, sono state riscontrate violazioni per 16 posizioni, di cui 8 lavoratori “in nero” e 8 “irregolari”. L’azione della Guardia di Finanza nel contrasto all’economia sommersa assolve pienamente alle funzioni di polizia economico-finanziaria, in quanto, oltre a fornire un contributo in termini di recupero dei tributi evasi, consente di tutelare le imprese e i professionisti onesti, le cui prospettive di mercato sono gravemente compromesse da chi svolge attività in evasione di imposta o impiega lavoratori in nero o irregolari.