Conto corrente bancario in rosso? Arriva lo stop agli interessi sugli interessi

Dal 1 ottobre 2016 chi va in rosso con il proprio conto corrente non deve più pagare gli interessi sugli interessi. Questo vale anche per altri contratti bancari come mutui, finanziamenti, carte revolving. La banca dovrebbe averti avvisato con una lettera. Ecco le novità principali della nuova disciplina sull’anatocismo. Abbiamo fatto anche i conti per capire quanto si paga meno.   Hai ricevuto una lettera dalla tua banca in cui ti informa delle nuove regole sull’anatocismo? Se ancora non l’hai ricevuta ti arriverà sicuramente nei prossimi giorni. Ma di cosa si tratta? Che cos’è l’anatocismo. Anatocismo vuol dire letteralmente produzione di interessi su interessi. Una cosa positiva se si tratta di interessi attivi (gli interessi, cioè, che ricevi per i soldi depositati, ad esempio, sul conto corrente quando sei attivo), molto negativa se riguarda interessi passivi (gli interessi, cioè, che paghi alla banca come quando, ad esempio, sei in rosso sul conto corrente).

La nuova disciplina (delibera CICR, Comitato interministeriale per il credito e il risparmio n.343 del 3 agosto 2016) entrata in vigore il 1 ottobre 2016 stabilisce il divieto di anatocismo per gli interessi passivi. Quindi se sei in rosso sul conto corrente non dovrai più pagare gli interessi sugli interessi. Ecco un esempio. Ipotizziamo uno scoperto di 500 euro per un anno con conteggio degli interessi ogni 3 mesi a un tasso passivo del 15%. Con la vecchia normativa. Il costo totale degli interessi debitori su 4 trimestri sarebbe stato di 79,32 euro. Le banche, infatti, calcolavano i tassi passivi ogni tre mesi e questi interessi si sommavano ogni volta al debito con ulteriore calcolo di interessi (l’anatocismo, appunto). Con la nuova normativa. Il conteggio avverrà il 31 dicembre di ogni anno e, considerando il nostro esempio, il totale sarà pari a 75 euro. Ovviamente tanto più è alto lo scoperto tanto maggiore sarà la differenza dovuta al divieto di anatocismo. Ad esempio, ipotizzando uno scoperto di 1.000 euro per un anno con un tasso passivo del 15%, con la vecchia normativa il totale da pagare sarebbe stato 158,65 euro, con la nuova si scende a 150 euro. Ecco le novità principali della nuova normativa: Bisogna precisare che il divieto di anatocismo (cioè la produzione di interessi su interessi) vale solo per gli interessi passivi. Per gli interessi attivi su conto corrente o conto deposito, l’anatocismo è ancora possibile. Inoltre, le nuove regole non si applicano solo ai conti correnti, ma anche ad altri contratti bancari come mutui, finanziamenti, affidamenti, aperture di credito.

Ecco i cambiamenti principali contenuti nella nuova disciplina. Nelle operazioni bancarie, gli interessi sul rosso o sul debito non possono produrre ulteriori interessi, salvo quelli di mora (gli interessi, cioè, calcolati quando si è in ritardo con un pagamento verso la banca). In sostanza con la nuova disciplina viene confermato il divieto assoluto di anatocismo già presente nel testo unico bancario dlgs 385/93 dal 2014. Queste regole si applicano anche alle carte revolving (le carte che prevedono il pagamento a rate dell’estratto conto). Una novità non da poco considerando che i tassi applicati sul credito revolving sono molto alti: 16,41% il tasso medio, 24,41% il tasso massimo oltre cui scatta l’usura. Per quanto riguarda i conti correnti, il calcolo degli interessi passivi e attivi deve avvenire nello stesso momento e non deve essere inferiore all’anno. Il calcolo verrà effettuato quindi il 31 dicembre di ogni anno o, in caso di chiusura del conto, al termine del rapporto. Gli interessi passivi conteggiati il 31 dicembre di ogni anno, sono da pagare, il 1 marzo dell’anno successivo a quello in cui sono maturati. Almeno 30 giorni prima del pagamento deve essere inviata dalla banca una comunicazione al cliente.

Il contratto può prevedere termini diversi solo se più favorevoli al cliente. Come pagare gli interessi? Il 1 marzo di ogni anno, gli interessi possono essere pagati con addebito sul conto o in altro modo (con assegno, bonifico, in contanti allo sportello). Il cliente può anche autorizzare preventivamente l’addebito degli interessi sul proprio conto corrente ogni 1 marzo. L’autorizzazione può essere revocata in qualsiasi momento prima dell’addebito. Dopo il 1 marzo gli interessi diventano “capitale” e su questi possono essere calcolati nuovi interessi. Ad esempio, se sei in rosso di 500 euro per un anno e devi pagare alla banca interessi per 75 euro, dopo il 1 marzo, se non hai ancora pagato gli interessi, questi si sommano ai 500 euro. Gli interessi successivi saranno calcolati così su 575 euro. Se il cliente non paga o non autorizza l’addebito in conto, diventa inadempiente determinando i presupposti per l’applicazione anche degli interessi di mora. (fonte Altroconsumo)