Ha vinto l’algoritmo e cosi dopo una miriade di polemiche e discussioni si è tornati esattamente al punto di partenza. Il primo amore non si scorda mai e così Fosso Sejore, che era il sito dalla Regione Marche e dalla Provincia di Pesaro Urbino, ridiventa per miracolo la sede dell’Ospedale Unico.
E pensare che in questi mesi si è fatto di tutto per accontentare gli uni e gli altri, la maggioranza del Pd e “il resto del mondo”. Punto e a capo.
Adesso rimane Fosso Sejore tra la soddisfazione di Ceriscioli, che si è battuto sin dall’inizio, e della gran parte del suo partito, mentre “il resto del mondo” sputa veleno e prepara vendette e battaglie inenarrabili. Ormai, se non accadono miracoli, l’ospedale unico nascerà proprio lì.
La partita è giunta al novantesimo e la vittoria è in pugno alla squadra più forte, quella che gestisce la sanità marchigiana e che ha nelle sue fila i giocatori più potenti, scaltri ed esperti. Gli avversari sperano nei tempi supplementari per poi arrivare alla vittoria nei calci di rigore dove ci potrebbe essere un goleador di razza come il sindaco di Pesaro Matteo Ricci che spera di segnare nella porta di Ceriscioli.
Gli spettatori, e sono tanti, anche troppi, si domandano però del perché di tutto questo e del motivo di questa partita senza passare per i preliminari. Si domandano a cosa serve l’ospedale unico. A cosa serve spendere centinaia di milioni di euro, quando di strutture e le professionalità non mancano, quando si potrebbe rimettere i sesto gli ospedali di Pesaro, Fano e Urbino mantenendo anche i piccoli ospedali. Ospedale diffuso, lo chiamano. Quello che stanno facendo nella provincia di Ravenna e di Rimini per citarne alcune. E allora se lì fanno cosi, si potrebbe farlo anche da noi anche perché da decenni copiamo ed amiamo la sanità romagnola.