Con la chiusura di Equitalia arrivano gli sconti sulle cartelle esattoriali. Per i contribuenti questo comporterà l’apertura di una sanatoria sulle cartelle che ancora giacciono negli uffici di Equitalia.
Niente condono comunque, perché i debiti con lo Stato andranno saldati per intero, come gli interessi per il ritardato pagamento, (solo circa 0,5% annuo).
Saranno però cancellati gli interessi di mora e le sanzioni, che scattano dal momento della notifica della cartella riducendo cosi la sanzione fra il 30 e il 50 %.
Potrebbe essere cancellato o ridotto anche “l’aggio”, cioè la commissione incassata da Equitalia come compenso per il servizio svolto a nome del creditore. Oggi ammonta dal 3% al 6% della somma dovuta.
L’adesione alla sanatoria interrompe le azioni esecutive da parte di Equitalia come pegni e pignoramenti. Possibile anche la chiusura delle pendenze giudiziarie se il processo non è ancora arrivato al dibattimento in primo grado.

SU QUALI DEBITI SI APPLICA
Nella sanatoria non rientrano solo i debiti con il Fisco centrale, ma anche quelli con l’Inps e con l’Inail. Dovrebbero invece essere escluse le multe per violazione del codice della strada. In forse anche le cartelle emesse per il mancato pagamento dell’Iva. Ancora su questo punti si dovrà attendere la versione finale del decreto.

COME SI ATTIVA E COME SI PAGA
La sanatoria forse non sarà automatica, ma su richiesta dei contribuenti. In ogni caso, l’amministrazione invierà una nuova cartella esattoriale più leggera della precedente. Il pagamento potrà avvenire in un’unica soluzione oppure a rate per un periodo massimo di tre anni, pari a 36 versamenti mensili.

COSA CAMBIA PER CHI STA GIÀ PAGANDO UNA CARTELLA A RATE
Chi sta già pagando una cartella esattoriale a rate potrà ottenere lo sconto previsto dalla sanatoria solo sui versamenti ancora dovuti. E non è consigliabile interrompere i pagamenti in attesa dello sconto, perché la versione finale del decreto potrebbe escludere dai benefici chi ha tentato questa strada.